Scegliere le migliori distribuzioni Linux del 2017

Scegliere una distribuzione Linux non è sempre semplice; è un pò come quando si entra in un negozio di vestiti ci guardiamo attorno in cerca di quel qualcosa che ci colpisca, oppure ci piace di tutto e siamo indecisi su cosa scegliere. Con Linux è la stessa cosa, spesso risulta difficile scegliere la distribuzione più adatta alle nostre esigenze o al nostro gusto grafico.

Come nel mondo degli smartphone c’è una tipologia di utente che sceglie un determinato prodotto, anche nel mondo Linux c’è una distribuzione che si adatta ad ogni utente. Andiamo ad analizzare queste “tipologie” di utente associate a diverse distribuzioni.

La prima tipologia è “si ma non è semplice da usare”, oppure “si fa tutto col terminale” o “non mi piace graficamente”. Per questo tipo di utente consiglio Elementary OS

una distribuzione basata su Debian che ricorda molto da vicino macOS, graficamente accattivante ed estremamente semplice da usare; infatti per installare le applicazioni su utilizza prettamente lo store, strumento che chiunque sa utilizzare.

C’è poi l’utente “si ma io oramai Linux già lo uso” ma non è un vero e proprio esperto in materia, usa Linux poichè è un anticonformista, o perchè si è stufato di Windows o, ancora meglio, ha gustato i piaceri e i vantaggi del sistema operativo open source e non lo vuole più abbandonare. Per questa categoria si raccomanda Linux Mint

che ricorda un pò il menù di Windows, e fonda la sua filosofia sulla semplicità di utilizzo ma si presta ben volentieri all’utilizzo del terminale.

Alla categoria appena citata ci si aggiunge il “grafico”, ovvero colui che è letteralmente ossessionato dalla grafica e dalla GUI flat; qui entrano in gioco Kubuntu

e tutte le distribuzioni basate sull’abiente grafico KDE Plasma, come la Fedora 26, la sopracitata Linux Mint, la openSUSE e la KDE Neon (distrubuzione sviluppata dallo stesso team che è dietro la KDE). Tutte queste distribuzioni sono, bene o male, molto simili tra loro graficamente parlando; la KDE Plasma ruota tutto attorno ai Widget e alla personalizzazione del desktop in base alle proprie esigenze.

C’è poi l’utente “Pro” che sa giocare col terminale, fa da amministratore di rete o il sysadmin o lavora con sistemi cloud di piccole/medie dimensioni. Per questa tipologia c’è una vasta scelta e una vera e propria guerra tra la distribuzioni. Le prime due, che sono sorelle, sono la Fedora 26 e la CentOS 7 entrambe basate sulla RHEL (Red Hat Enterprise Linux) ed estremamente versatili per sviluppare nuovi progetti software. C’è poi la ArchLinux che fa della leggerezza il suo cavallo di battaglia o la openSUSE.

Infine c’è “l’irriducibile”, ovvero colui che è stato affascinato da Ubuntu e non lo abbandonerà mai. Oggi Ubuntu è il portavoce di Linux nel mondo, disponibile in tutte le salse grafiche possibili e immaginabili; addirittura è possibile farlo assomigliare a macOS X anche nelle icone.

 

L’analisi delle “categorie” di utenti è stata volutamente ironica per alleggerire il discorso; ma oggi per un neofita o per un utente già navigato è veramente difficile trovare la distribuzione Linux più adatta ai propri gusti o alle proprie esigenze, spesso ci si rivolge sempre alla più utilizzata da tutti ossia Ubuntu che, personalmente, non sempre appaga appieno soprattutto col sistema di ricerca universale. Ci sono poi le derivate di Ubuntu che prendono tutto ciò che c’è di buono e lo portano in direzioni nettamente migliori.

Con quest’articolo si vuole dare spazio a nuove idee e incuriosire voi lettori a questo mondo e consigliarvi nel migliore dei modi a scegliere una distribuzione che appaghi l’esperienza d’uso e soddisfi appieno le vostre esigenze.

 

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